Spesso, quando si parla di CFO, qualcuno alza gli occhi al cielo pensando a “un altro inglesismo, un altro ruolo da grande azienda”. Eppure, continuare a ignorare la sua importanza è un errore da manuale. Il CFO, o Chief Financial Officer, non è un lusso per multinazionali, è la persona che impedisce alla vostra azienda di trovarsi a corto di liquidità quando serve di più. Non è il burocrate dei numeri, ma un architetto della sostenibilità economica e finanziaria.
Il suo compito non è solo registrare quello che è già successo, bensì prevedere ciò che succederà. Pianifica il budget di tesoreria, gestisce le risorse finanziarie tramite lo studio del fabbisogno finanziario stesso e il reperimento delle risorse necessarie, costruisce relazioni solide con istituti di credito e i vari stakeholders finanziari e coordina la gestione finanziaria con le altre aree aziendali. In altre parole, il CFO è ciò che distingue una gestione consapevole da una gestione improvvisata.
“Ma noi siamo piccoli, il CFO non ci serve” (Spoiler: sì, vi serve eccome)
Pandemie, guerre, inflazione ed energia alle stelle: l’imprevedibilità è diventata la regola. Eppure molte aziende continuano a gestire la propria attività basandosi sull’intuito per affrontare un mercato in continuo cambiamento.
La verità è che questo approccio non funziona più. Lo sanno bene anche le banche, che non si accontentano più del classico bilancio mensile o trimestrale. Con le nuove direttive EBA, la prospettiva è cambiata. Oggi chiedono business plan, budget previsionali, analisi forward looking. Vogliono, cioè, sapere dove state andando, non dove siete stati.
E indovinate chi dovrebbe preparare tutta questa documentazione? Proprio il CFO.
Esternalizzare non è un ripiego, è una scelta intelligente
Se pensate che l’attenzione alla gestione finanziaria sia solo un vezzo da manager, vi sbagliate: il legislatore stesso ha deciso di intervenire. Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e la modifica dell’art. 2086 del Codice Civile impongono alle aziende di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati.
In altre parole, se non avete un piano di tesoreria e non sapete prevedere se tramite la liquidità generata dalla gestione operativa sarete o meno in grado di sostenere i debiti finanziari con previsione ad un anno, siete già inadempienti.
Assumere un CFO interno comporta costi elevati. Retribuzioni, esperienza, inquadramento: tutto incide. Tuttavia, esternalizzare questa funzione consente di ottenere le stesse competenze ad un minor costo.
Per questo LUMEN management propone un modello di CFO esterno che unisce analisi, consulenza, operatività e pianificazione strategica. L’attività comprende la redazione delle distinte di base e l’analisi delle marginalità, analisi della congruità dei prezzi di vendita, la redazione dei budget economici e di tesoreria, la redazione del business plan, l’implementazione degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili richiesti dalla Legge, la redazione di cruscotti personalizzati, la proposta di strategie per migliorare le performance e la redditività aziendale, l’analisi di bilancio e lo studio di KPI (indicatori di performance) personalizzabili, l’analisi degli scostamenti e lo studio di strategie correttive.
La gestione “a occhio” è finita: servono numeri, e qualcuno che li interpreti correttamente.
Senza un CFO, interno o esterno, l’Azienda:
- non sarà in grado di programmare in modo strutturato e credibile i propri fabbisogni finanziari;
- non riuscirà ad esercitare un controllo efficace sull’andamento economico-finanziario, perdendo visibilità sui costi, margini e rendimenti attesi;
- non potrà reagire tempestivamente alle variazioni del mercato (concorrenza, costi delle materie prime, cambiamenti normativi, eventi geopolitici) perchè non disporrà dei dati, delle previsioni e degli scenari necessari;
- vedrà diminuire la propria credibilità nei confronti di investitori, finanziatori, stakeholder, che richiedono trasparenza, solidità e visione strategica;
Di conseguenza, verrà progressivamente esclusa dalla competizione: non perchè il prodotto o servizio siano necessariamente inferiori, ma perchè l’organizzazione non sarà in grado di gestire le variabili chiave che determinano la sostenibilità nel tempo.
In sintesi: la funzione CFO non è un mero “lusso” amministrativo, ma un presidio strategico indispensabile per fare programmazione economico-finanziaria, per il controllo delle risorse e per mantenersi in gara.
Ignorarla significa esporsi al doppio rischio di perdere il controllo interno e di essere superati dai concorrenti più attrezzati.
LUMEN management, con la sua esperienza e la sua capacità di interpretare i numeri in chiave strategica, è l’esempio di come un CFO esterno possa cambiare le sorti di un’impresa.