Nel corso della vita di un’azienda, talvolta, ci si trova dinnanzi alla domanda se esternalizzare un servizio, una produzione, una commessa o se gestirli internamente.

Quando ci si trova dinnanzi a questo quesito è bene sapere che per dare una risposta occorre analizzare due tipi di aspetti: quelli qualitativi e quelli quantitativi.

Tra i fattori qualitativi troveremo:

  • Qualità: occorre valutare se l’esternalizzazione permette di aumentare la qualità e/o mantenerla al livello della produzione interna, ridurla potrebbe essere strategicamente pericoloso;
  • Tempi: quali sono le variazioni dei tempi di produzione e di consegna in caso di esternalizzazione? Sono accettabili? I clienti sarebbero soddisfatti?
  • Risorse interne: valutare l’impatto dell’esternalizzazione sulle risorse interne aziendali, un’esternalizzazione può comportare un cambiamento organizzativo non indifferente.

Tra i fattori quantitativi troveremo:

  • Costi: un’ esternalizzazione mi permette di ridurre significativamente i costi?
  • Margini: un’esternalizzazione mi permette di aumentare i profitti?
  • Organizzazione: quanto costa, in termini di riorganizzazione aziendale, un’esternalizzazione?

Nell’analisi di quanto elencato qui sopra occorre soffermarsi con attenzione sui costi poichè spesso questi ultimi nascondono insidie non così evidenti.

Segue un esempio di un’azienda industriale che deve decidere se esternalizzare una fase del processo avendolo gestito in toto fino al giorno d’oggi. Alcuni fornitori hanno presentato delle offerte e dei preventivi inerenti alle lavorazioni e l’azienda deve fare una valutazione economica sull’esternalizzazione.

Il costo delle lavorazioni esternalizzate (con consegna delle materie prime da parte dell’azienda esternalizzante), considerando l’offerta migliore dei fornitori, sarebbe di 2.200.000 €.

I Costi sostenuti internamente sono:

  • MOD e costi diretti: 1.500.000 €
  • Altri costi diretti: 500.000 €
  • Costi indiretti: 300.000 €

Totale produzione interna 2.300.000 €. Dal confronto delle due cifre sembra che l’esternalizzazione sia più conveniente. Ma sarà davvero così?

Occorre considerare che spesso i costi indiretti sono difficilmente eliminabili poichè relativi, ad esempio, ad ammortamenti di macchinari difficili da dismettere, a mandodopera indiretta e ad altri costi di gestione. Nel caso specifico pertanto la convenienza all’esternalizzazione si avrà soltanto con l’eliminazione dei costi indiretti; ipotizzando che questi siano interamente rappresentati dagli ammortamenti dei macchinari necessari per le lavorazioni si può presupporre di utilizzare tali macchinari per altri processi produttivi. In questo caso, si avrebbe convenienza all’ esternalizzazione. Diversamente, senza eliminazione dei costi indiretti, converrebbe mantenere la produzione della commessa all’interno dell’azienda.

Come si può evincere dall’esempio appena visto la valutazione del “Make or Buy” è tutt’altro che semplice e va analizzata con accuratezza sotto ogni profilo. Per analizzare accuratamente se esternalizzare o meno occorre integrare in azienda un sistema di controllo di gestione, strumento indispensabile per mantenere l’efficienza e l’efficacia aziendale.

Lascia un commento
1 Comment
Marzo 12, 2025

This is a great reminder that financial planning isn’t just about numbers; it’s about aligning your money with your life goals. Physician Lifecycle Planning can help you make the most of your earning potential while ensuring you’re also prioritizing your well-being and quality of life.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli

Scopri tutti gli approfondimenti

DAZI: contingency plan

Può esistere un imprenditore senza un consulente direzionale? 

CFO: il ruolo sottovalutato, finché i conti non smettono di tornare

Bilancio d’esercizio: verità o narrazione?